Emetofobia [prima puntata]

Ho sofferto per molti anni – e forse in parte ne soffro tutt’oggi – di emetofobia.  Se non l’avete mai sentita nominare, non vi preoccupate, non credo siano molti coloro che conosco questo termine o che l’abbiano mai sentito nominare. Emetofobia è letteralmente la paura di vomitare. Vomitare inteso nel vero senso della parola: rigurgitare, rimettere, espellere il contenuto dello stomaco attraverso la bocca. Una paura irrazionale che, come tutte le fobie, è caratterizzata da una stato d’ansia più o meno persistente nei confronti della situazione o dell’oggetto di cui si ha paura. E il termine irrazionale non ha senso solo per coloro che non provano paura per questa o quella situazione. Anche il soggetto che vive questa fobia comprende che è irrazionale ma paradossalmente non riesce a trarre beneficio da questa consapevolezza.

Ho iniziato a soffrire di detta fobia a partire dalla prima infanzia – direi intorno ai 5/6 anni – e l’ho portata avanti fino ai giorni nostri senza mai rivolgermi ad uno psicologo, dal quale avrei potuto trarre del giovamento. Oggi come oggi la componente fobica è scomparsa del tutto. E’ rimasta una piccola componente di fastidio che mi turba laddove sto veramente male.

Ho pensato che potesse essere utile condividere questa mia esperienza qui, sulle pagine del blog, e senza tuttavia avere la pretesa di aiutare nessuno a liberarsi del proprio demone. E’ un percorso personale che va affrontato in prima persona. La mia esperienza è solamente un’altra situazione un’altro punto di osservazione.

Questo è un primo post ed altri seguiranno più avanti.

Buon week-end a tutti e alla prossima.

Buon 2017

Un anno se ne andato ed uno nuovo è appena cominciato. Non ho idea come sia trascorso per voi il 2016, ma forse non importa più tanto. Quindi mettiamo da parte i bilanci e oggi auguro a tutti un buon 2017.

…qualcuno ha detto, 11-2016

Se l’uomo non svanisse mai come il fumo su Toribeyama, ma durasse per sempre in questo mondo, quante cose perderebbero il loro potere di commuoverci. La cosa più preziosa nella vita è la sua incertezza.

Kenko Yoshida

Gentilezza senza secondi fini

La razza umanoide, di cui per altro faccio parte, ha spesso il potere di stupirmi e sorprendermi. Ieri sera lo ha fatto in maniera positiva.

Mi trovavo in pizzeria e stavo raccontando ad un amico che il mal di schiena mi stava tenendo compagnia dalla mattina. Davanti a noi un uomo sui 45 con il figlioletto che attende la pizza. Persone a me sconosciute. Qualche minuto dopo, ritira le sue pizze e con un sorriso viene verso di me.

Lui – per il mal di schiena un ottimo toccasana e l’arnica. La conosce ?

Io – il nome arnica non mi è nuovo ma per essere sinceri non conosco le sue proprietà ne tanto meno che andasse bene per il mal di schiena. Grazie del consiglio, domani proverò ad acquistarla.

Lui – mi aspetti qui arrivo subito.

E con lo stesso sorriso lo vedo uscire dalla pizzeria. Due minuti più tardi rientra e, sempre molto gentilmente, mi da 4 bustine di crema a base di arnica … “anche a me capita di avere male alla schiena, provi con questo vedrà che la fara stare meglio” … e se ne va.

Sono rimasto davvero colpito. Da uno sconosciuto un atto di gentilezza come questo non me lo aspettavo prorpio.

Sinceramente, io non mi sarei comportato nella stessa maniera. Già…in mezzo a tanto menefreghismo c’è anche chi fa buone azioni per il prossimo senza voler niente di ritorno. Una bella lezione di vita, non c’è che dire.